Piccolo strappo alla regola, si parla di Old Master. Infuria a Londra in questi giorni una serrata trattativa che ha tre protagonisti: la National Gallery, il Principe del Liechtenstein Hans-Adam II e la tela “Ritratto dell’infante Don Diego”, opera del 1577 dello spagnolo Alonso Sanchez Coello. Bisogna partire dal 2007, quando il Principe Hans-Adam II, uno degli uomini più ricchi del mondo e grande collezionista di arte antica, acquista tramite un gallerista londinese nove dipinti appartenenti alla collezione di Lord Northbrook, tra questi c’è anche il ritratto del figlio di Filippo II di Spagna, l’opera al centro della controversia.
I problemi sorgono quando il Principe avvia le pratiche per esportare il dipinto. Infatti una legge inglese prevede che al fine di evitare che importanti opere d’arte lascino la nazione venga data la possibilità ad un secondo compratore, di solito un soggetto pubblico, di acquistarle. Così viene impedito al Principe Hans-Adam II di portare il “Ritratto dell’infante Don Diego” a Vienna, presso il museo di famiglia, che, per protesta, fa cancellare l’esposizione della collezione del Liechtenstein in programma nel 2010 alla Royal Academy.
La notizia di questi giorni è che si è fatta avanti la National Gallery, disposta ad acquistare il dipinto per 2 milioni di sterline (raccolte anche grazie a donazioni private), pari al prezzo pagato dal Principe al precedente proprietario. E qui sorge l’ultimo problema: da quando Hans-Adam II ha acquistato l’opera la sterlina inglese è crollata nei confronti del franco svizzero (moneta adottata dal Liechtenstein), così che per eguagliare la cifra spesa dal Principe ora ci vogliono 2,5 milioni di sterline. Somma giudicata troppo alta dalla National Gallery.
In attesa di una soluzione l’opera rimane bloccata in Inghilterra, dov’è custodita presso la rappresentanza del Liechtenstein di Londra.

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