un piccolo punto di vista sul mondo dell'arte moderna e contemporanea

Blog che parla di mostre, artisti emergenti, mercato dell'arte, aste, gallerie e molto altro ancora

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Intrigo internazionale per Il Don Diego di Coello

January 26th, 2010 · Varie

Piccolo strappo alla regola, si parla di Old Master. Infuria a Londra in questi giorni una serrata trattativa che ha tre protagonisti: la National Gallery, il Principe del Liechtenstein Hans-Adam II e la tela “Ritratto dell’infante Don Diego”, opera del 1577 dello spagnolo Alonso Sanchez Coello. Bisogna partire dal 2007, quando il Principe Hans-Adam II, uno degli uomini più ricchi del mondo e grande collezionista di arte antica, acquista tramite un gallerista londinese nove dipinti appartenenti alla collezione di Lord Northbrook, tra questi c’è anche il ritratto del figlio di Filippo II di Spagna, l’opera al centro della controversia.

I problemi sorgono quando il Principe avvia le pratiche per esportare il dipinto. Infatti una legge inglese prevede che al fine di evitare che importanti opere d’arte lascino la nazione venga data la possibilità ad un secondo compratore, di solito un soggetto pubblico, di acquistarle. Così viene impedito al Principe Hans-Adam II di portare il “Ritratto dell’infante Don Diego” a Vienna, presso il museo di famiglia, che, per protesta, fa cancellare l’esposizione della collezione del Liechtenstein in programma nel 2010 alla Royal Academy.

 

"Ritratto di Don Diego" di Alonso Sanchez Coello

La notizia di questi giorni è che si è fatta avanti la National Gallery, disposta ad acquistare il dipinto per 2 milioni di sterline (raccolte anche grazie a donazioni private), pari al prezzo pagato dal Principe al precedente proprietario. E qui sorge l’ultimo problema: da quando Hans-Adam II ha acquistato l’opera la sterlina inglese è crollata nei confronti del franco svizzero (moneta adottata dal Liechtenstein), così che per eguagliare la cifra spesa dal Principe ora ci vogliono 2,5 milioni di sterline. Somma giudicata troppo alta dalla National Gallery.

In attesa di una soluzione l’opera rimane bloccata in Inghilterra, dov’è custodita presso la rappresentanza del Liechtenstein di Londra.

 

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Rinascita contemporanea, la Cina a Palazzo Reale

December 11th, 2009 · Mostre e Musei

Palazzo Reale presenta, dall’11 dicembre 2009 al 7 febbraio 2010, la mostra CINA. Rinascita contemporanea, progetto ideato da Primo Giovanni Marella. Un grande evento dedicato all’arte contemporanea cinese che offre al pubblico italiano un percorso tra oltre 50 artisti e più di 180 opere – dipinti, installazioni, sculture e video – e si propone di illustrare l’arte degli ultimi quindici anni della Repubblica Popolare Cinese.

rinascita-contemporaneaLa mostra, promossa dal Comune di Milano – Cultura, è prodotta da Palazzo Reale con 24 ORE Motta Cultura – GRUPPO 24 ORE, in collaborazione con Primo Marella Gallery e con il patrocinio della Fondazione Italia – Cina.

Le opere presenti, a partire dal 1993, si dividono in sette sezioni e documentano il susseguirsi dei movimenti artistici del primo decennio del XXI secolo. In questo periodo l’arte contemporanea di quest’area geografica rompe con gli schemi tradizionali del passato portando alla ribalta un linguaggio artistico che fa riferimento a quello occidentale ma che riesce a mantenere un forte legame con la tradizione e la cultura locale.

Gli esordi della pittura. La sezione espone artisti quali: Zhang Xiaogang, considerato il maestro della pittura contemporanea cinese, Zeng Fanzhi, Yue Minjun, Liu Ye, He Sen e Feng Zhengjie, l’artista che più di tutti si associa al mondo occidentale in quanto fa sua la cromia della Gaudy Art esasperando le tonalità della Pop Art americana. Tra coloro che pongono al centro della propria poetica il consumismo contemporaneo e l’uomo troviamo Zeng Hao, Zhou Tihehai e Ma Liuming.

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Interviste a 51 galleristi d’arte contemporanea

December 10th, 2009 · Libri

Everything You Always Wanted to Know About Gallerists But Were Afraid to AskI 51 galleristi europei, americani ed asiatici intervistati in questo libro parlano del loro rapporto con gli artisti, di cosa amano (e cosa odiano) del loro lavoro, di com’è cambiato il mondo dell’arte da quando hanno iniziato negli anni ‘80 fornendo preziosi consigli e indicazioni ai collezionisti e a chi vorrebbe lavorare in questo campo. In anni come questi in cui la separazione dei ruoli non è più netta (critici, curatori e artisti diventano galleristi e viceversa), le osservazioni incluse in questo volume fornisco una fotografia straordinaria del sistema dell’arte di oggi, indagando nella sua cultura, le sue strategie e i suoi atteggiamenti.

Tra le gallerie intervistate: Air de Paris (Paris), Gavin Brown’s Enterprise (New York), Massimo De Carlo (Milan), Greene Naftali (New York), Hotel (London), Kurimanzutto (Mexico), Franco Noero (Turin), Eva Presenhuber (Zurich), Johann König (Berlin) e Vitamin (Beijing).

Il titolo è “Everything You Always Wanted to Know About Gallerists But Were Afraid to Ask”. L’autore è il direttore di Artissima Andrea Bellini, ex curatore di Flash Art International e advisor del PS1/MOMA.
Edito da JRP-Ringier, è pubblicato in due versioni, italiana e inglese.

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L’arte emergente del sud-est asiatico

December 7th, 2009 · Artisti emergenti, Libri

untitledTutti ci ricordiamo di una delle più sanguinose catastrofi che abbiano mai colpito il genere umano. Era il 2004 quando un terremoto sotto la crosta oceanica ha creato un immenso tsunami che ha colpito il sud-est asiatico, uccidendo 225.000 persone in 11 paesi. Ciò che emerge da quest’epoca post-tsunami è una nuova generazione di artisti che sta affascinando e convincendo i collezionisti e le istituzioni internazionali, come gli artisti di questa regione non hanno mai fatto prima. Provengono da paesi come Filippine, Indonesia e Malaysia e la loro energia potrebbe rivelarsi come fonte di rinnovamento per il resto del mondo.

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Colorful Smile#1 di Wayan Suja, olio su tela

Ecco i nomi: Yee I-Lann, Entang Wiharso, Agus Suwage, Haris Purnomo, Wayan Suja, Gede Mahendra Yasa, Ketut Moniarta, Ristyo Eko (R.E.) Hartanto, Davy Linggar, Ronald Ventura, Yasmin Sison, Geraldine Javier, Nona Garcia, Annie Cabigting, Wire Tuazon, Alfredo Esquillo, Lyra Garcellano e Emmanuel Santos

“Post-Tsunami Art – Emerging artists from South-East Asia” è curato dal gallerista milanese Primo Marella ed Eleonora Battiston, edito da Damiani. Disponibile qui. In copertina “The Chi-lin of Calauit”, fotografia di Yee i-Lann.

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Piccolo viaggio nel tempo, l’adolescenza della YBA

December 5th, 2009 · Varie

La generazione Young British Artists (YBA) ha indubbiamente lasciato il segno nella storia dell’arte degli anni ‘90 e primi anni del 2000. Grazie alla loro arte provocatoria, in grado di suscitare emozioni (spesso contrastanti), a tratti spettacolarizzata sfruttando uno stile di vita selvaggio e anche ottimi sponsor, il gruppo di artisti concettuali e multidisciplinari (usano tecniche artistiche che spaziano dalla pittura alle installazioni) di Londra, associabili, geograficamente parlando, al quartiere di Hoxton e perlopiù provenienti dal Goldsmiths College, sono saliti definitamente alla ribalta nel 1997 grazie alla mostra Sensation organizzata da Charles Saatchi presso la Royal Academy (e poi “esportata” a Berlino e New York – l’Australia l’ha rifiutata-).

Per chi volesse approfondire la storia della YBA segnalo la riedizione del catalogo di Sensation edito da Thames & Hudson, immancabile per un appassionato d’arte contemporanea,  e “1o0: the work that changed british art” pubblicato dalla Galleria Saatchi in occasione dell’apertura della propria sede, nel 2003.

Il senso del post in verità non era presentare Damien Hirst e compagni ma segnalare un video che è una vera e propria chicca. Siamo nel 1995, a New York, presso il Gramercy Park Hotel è in corso la seconda edizione della Gramercy International Contemporary Art Exhibition, il moderno Armory Show, nata l’anno prima per volere di quattro galleristi newyorkesi, tra cui Matthew Marks dell’omonima galleria di Chealsea. La fiera occupa tre piani dell’hotel (12, 14 e 15) e ospita 32 gallerie statunitensi ed europee (tra gli italiani ci sono Massimo De Carlo ed Emi Fontana) . Gli stand sono ovviamente le camere.

Il video mostra la visita della camera occupata dalla galleria White Cube, ora una delle più importanti del mondo e principale rappresentante della YBA, aperta appena due anni prima in un piccolo locale di Duke Street, Londra. Ad accogliere i visitatori ci sono due giovanissimi: il gallerista Jay Jopling e l’artista Tracey Emin con i suoi disegni (siamo nel 1995 e l’opera più rappresentativa, “My Bed”, arriverà solo nel 1999). Visibili distintamente anche opere di Sarah Lucas e Marc Quinn.


Per chi volesse approfondire il tema della fiera d’arte posso segnalare “The Art Fair Age” di Massimo Rebecchi.

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Aprire una galleria d’arte, un’altra guida

December 3rd, 2009 · Libri, Varie

Si era già parlato nel blog di una guida per aprire una galleria d’arte, si trattava del libro “How to Start and Run a Commercial Art Gallery” scritto dal gallerista newyorkese Edward Winkleman (questo il link). Dal numero di visite che ha avuto quel post, e che tuttora attira, si può capire che si tratta di un argomento che suscita interesse, in quanto probabilmente è il sogno di molti fare il salto dell’altra parte della barricata. Quindi mi sono informato un po’, ho cercato in giro e ho trovato “Become an Art Gallery Owner” (sempre in lingua inglese, chissà se mai qualche editore si accorgerà che una pubblicazione del genere ha mercato anche in Italia). E’ un ebook di 307 pagine, un libro elettronico (per dovere di cronaca è disponibile anche una versione cartacea), scaribile online al prezzo di 30 dollari da qui. L’autore è il consulente d’arte americano Alan Bamberger (che ha scritto anche “The Art of Buying Art” ed è il proprietario di Artbusiness.com) in collaborazione con diversi galleristi. Essendo gli autori americani c’è da dire che ovviamente è improntato per un pubblico statunitense e quindi alcuni aspetti, soprattutto burocratici, possono risultare diversi dalla realtà italiana.

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Come per “How to Start and Run a Commercial Art Gallery”, lo scopo del libro è guidare il lettore attraverso gli step necessari per creare una galleria: scrivere il business plan (vengono allegati alcuni esempi), quale tipo di galleria aprire, scegliere il nome, studiare un budget previsionale, raccogliere finanziamenti, scegliere l’immobile, la location, lo stile di arredamento e trattare con gli artisti che si vuole rappresentare.

Una volta aperta, che in genere è solo una questione di soldi, bisogna imparare a gestire la galleria. Il libro fornisce consigli su come stabilire i prezzi di vendita delle opere, dotarsi degli opportuni software gestionali, come effettuare la pubblicità ed attrarre nuovi clienti, organizzare mostre ed eventi, aprire un sito internet (fondamentale per entrare in contatto con potenziali clienti internazionali) e assumere personale.

Ripropongo il link.

Consigli sicuramente utili, tuttavia penso che la migliore scuola sia fare esperienza sul campo per qualche tempo, cercare di farsi assumere da un gallerista esperto per cogliere tutti gli aspetti, difficilmente riassumibili in un libro, di questo lavoro.

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Il social network dedicato ai collezionisti

December 2nd, 2009 · Varie

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Independent Collectors è una comunità virtuale nata con lo scopo di riunire i collezionisti di arte contemporanea di tutto il mondo, un social network dove è possibile confrontarsi e discutere sulle nuove tendenze, sui nuovi artisti che saranno i grandi dei prossimi anni e scambiarsi qualsiasi informazione riguardante questo mondo. Per gli iscritti c’è la possibilità di usufruire di preziose oppurtunità in occasione delle più importanti fiere, come pacchetti di soggiorno a prezzi scontati e ingressi VIP. E’ attivo anche un marketplace in cui è possibile intavolare trattative per opere d’arte tra gli utenti. Numerose partnership con aziende del calibro di BMW e AXA Art per assicurare agli utenti esclusive promozioni. Per scoprire tutte le possibilità che offre questo nuovo strumento non vi resta che registrarvi.

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Dentro lo studio di un pittore

November 28th, 2009 · Libri

“Inside the Painter’s Studio” è una raccolta di 24 interviste ad altrettanti artisti internazionali oltre che un’esclusiva documentazione fotografica dei loro studi. Tra le molte domande, ad ogni artista viene chiesto di raccontare il loro processo creativo, l’organizzazione dello spazio nello studio, lo strumento di pittura preferito, come scelgono il soggetto e la decisione del titolo dell’opera. In pratica una guida nella routine quotidiana di un pittore contemporaneo. Gli artisti intervistati sono Gregory Amenoff, Ross Bleckner, Chuck Close, Will Cotton, Inka Essenhigh, Eric Fischl, Barnaby Furnas, April Gornik, Jane Hammond, Mary Heilmann, Bill Jensen, Ryan McGinness, Julie Mehretu, Malcolm Morley, Steve Mumford, Philip Pearlstein, Matthew Ritchie, Alexis Rockman, Dana Schutz, James Siena, Amy Sillman, Joan Snyder, Billy Sullivan, e Fred Tomaselli.

Di Joe Fig, edito da Princeton Architectural Press. E’ in vendita qui.

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Contemporary African Art Since 1980

November 27th, 2009 · Libri

Contemporary African Art Since 1980 è la prima ricognizione sull’opera di oltre 200 artisti africani contemporanei appartenenti a contesti, provenienze e generazioni diverse. Artisti che vivono e lavorano in Africa o all’estero, ma le cui pratiche richiamano ugualmente in causa le complessità socio-culturali del continente di origine: dalla fine delle utopie postcoloniali degli anni sessanta consumatesi negli anni ottanta, ai cambiamenti geopolitici, economici, tecnologici e culturali indotti alla globalizzazione.”

Scritto da Okwui Enwezor e Chika Okeke-Agulu, edito da Damiani. In vendita su Amazon.uk. L’opera in copertina è una fotografia di Yinka Shonibare, “The Sleep of Reason Produces Monsters”, ed è chiaramente ispirata all’omonimo capolavoro di Goya.

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Qualcosa su Jake & Dinos Chapman…

November 26th, 2009 · Mostre e Musei, Varie

Contemporary Fine Arts di Berlino presenta la nuova personale di Jake & Dinos Chapman, i due fratelli inglesi tra i più noti esponenti della generazione Young British Artists. Qui potete trovare le immagini delle opere e a prima vista, così dietro un monitor, non sembrano nulla di speciale, statuette di cartone colorato. In verità ho colto l’occasione per parlare dell’opera più famosa e scenografica dei due fratelli e della sua tribolata storia.

Nel 2000 viene alla luce Hell, si tratta di nove grandi teche che contengono altrettanti immensi plastici che rappresentano incredibili paesaggi infernali ricchi di atroci allegorie richiamanti il trionfo della morte di Brueghel popolati da nazisti zombie e scheletri (30.000 miniature in totale). L’opera viene acquistata da Charles Saatchi, principale sostenitore della YBA, per 500.000 sterline e la stocca in un magazzino di una società specializzata nella conservazione di opere d’arte, la Momart. La sera del 24 Maggio 2004 un incendio devasta il magazzino ed Hell, insieme ad altre opere di proprietà di Saatchi, è distrutta. Qualche anno più tardi, il miliardario francese Francois Pinault, 34esimo uomo più ricco del mondo e nel frattempo divenuto uno dei più importanti collezionisti di arte contemporanea, offre ai fratelli Chapman 15 milioni di sterline per una nuova edizione di Hell, e i due ovviamente non si tirano indietro. Così nel 2008 nasce, grazie al lavoro di un esercito di assistenti, Fucking Hell, definita dai due artisti come “aggiornata, migliore, più grande e luminosa” della precedente versione. Attualmente Fucking Hell è esposta a Punta della Dogana, Venezia, e sicuramente merita una visita.

Per vedere un video su Fucking Hell:

www.jakeanddinoschapman.com

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